Lo psichiatra e scrittore ha illustrato la relazione come esperienza costitutiva della persona

L’intervento di Vittorino Andreoli, psichiatra e scrittore, è partito dai progressi della medicina: «Risultati portentosi, con un’aspettativa di vita raddoppiata negli ultimi decenni. Ma non si può dimenticare che gli organi sono dentro un uomo tutto intero». La relazione è esperienza costitutiva della persona: «L’uomo è veramente un animale sociale. La terapia portata all’organo va inserita nell’uomo e allora si fa cura». Andreoli ha indicato nel rapporto di fiducia medico-paziente la radice della cura, per cui «serve stima, competenza, uno stare che partecipi alla vita dell’altro. L’elemento fondamentale è l’empatia: «Nella psichiatria non abbiamo tanta tecnologia, ma semplicemente una persona che ne ascolta un’altra: un medico che guarda all’uomo intero non può che specchiarsi anche nei propri limiti e nel proprio dolore».