Il giornalista ha sottolineato: «Siamo sempre on line, ma chiediamoci se tra i cittadini attivi nella Rete vi sono schiavi o vittime di poteri manipolanti». E ha avvertito: «Non bisogna avere paura del futuro, ma neanche dimenticare la dignità della persona»

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«La nostra fiducia nel progresso è così grande che siamo sicuri che creerà molti posti di lavoro, invece che distruggerli»: così ha esordito il giornalista Ferruccio de Bortoli, già direttore del Corriere della sera, nell’intervento che ha introdotto la serata. «Sperimentiamo nuove solitudini, perché incapaci di un rapporto vero con il prossimo – ha continuato -. Siamo sempre on line, ma chiediamoci se la condizione di chi sta off line è quella della marginalità, dell’esclusione, oppure se tra i cittadini attivi nella rete vi sono molti schiavi o vittime magari di poteri manipolanti». Occorre «sperare in una vita buona dove non bisogna avere paura del futuro, ma neanche dimenticare la dignità della persona».