Seminario interdisciplinare di studioproposto dal Centro pastorale “C. M. Martini”

Al via da febbraio, presso l’Università degli Studi di Milano-Bicocca, «Migrazioni e confini», un seminario di studio promosso dal Centro pastorale Martini con il patrocinio dei Dialoghi di Vita Buona. Il percorso interdisciplinare è articolato in tre moduli didattici, cui si aggiungono tre incontri “fuori programma”, una tavola rotonda e una rassegna cinematografica.
La Lectio inaugurale (24 febbraio) sarà affidata a Massimo Cacciari (Università Vita-Salute San Raffaele), che proporrà una riflessione su “Rideclinare i termini chiave della nostra civiltà”. La Lectio finale (30 maggio su “Per l’Europa c’è un sequel o siamo al the end?”) sarà invece a cura di Emma Bonino, già Ministro degli Affari Esteri e Commissario Europeo per gli aiuti umanitari.

Il 24° Stato più popoloso del mondo non esiste: è il paese fantasma del popolo dei rifugiati, la patria senza confini degli sfollati e dei richiedenti asilo, degli apolidi per causa di forza maggiore e dei sopravvissuti in fuga. Sono 60 milioni di persone, 8,3 milioni più di un anno fa, 23 milioni più di dieci anni fa.
Dalla seconda guerra mondiale a oggi non sono mai stati così tanti, e non sono mai state così poche le persone che riescono finalmente a tornare in ciò che rimane della loro
casa. È la sconcertante realtà che emerge dal rapporto annuale dell’Alto Commissariato Onu per i Rifugiati pubblicato di recente. L’impatto è così forte da indurci a declinare in modo nuovo i termini stessi della nostra civiltà, anzitutto quello di confine che da limes, “limite”, va ripensato come limen, “soglia” che dà sull’aperto, attraverso cui si entra e si esce ma non è una barriera, e che allude alla casa a sua volta aperta e non costruita come roccaforte.

Il percorso di questo seminario parte dall’evoluzione delle migrazioni nel nostro Paese e in Europa, ne approfondisce le cause proponendo strumenti per governarle e politiche di integrazione da realizzare.
Migrazioni così massicce intaccano le società europee e accendono la febbre dei populismi che si sta diffondendo con grande rapidità nel Vecchio Continente. Occorre dunque individuare l’esatto concetto di populismo e il suo nucleo di idee fondamentali, conoscere la sua diffusione in Europa e le diverse forme del populismo politico.
Questi grandi mutamenti incidono sulla mente di ciascuno fino a incontrare la xenofobia.
Anche le religioni sono coinvolte: se molti leader religiosi indicano la via dell’accoglienza, della conoscenza e del dialogo, talvolta da luogo del credere esse si trasformano in luogo dove rifugiare e conservare la propria identità.

Accanto al percorso didattico sono previste ulteriori occasioni di approfondimento con i Fuori programma che daranno anche a chi non frequenta il seminario la possibilità di confrontarsi con gli aspetti più attuali dei temi studiati.

La rassegna cinematografica metterà a confronto punti di vista diversi, luoghi lontani e vicini, sensibilità di registi legati dal comune intento di raccontare le migrazioni attraverso l’azione di protagonisti che si muovono in un mondo sempre più globalizzato dove non c’è niente che possa essere considerato come lontano.
Nello scorcio del seminario si rifletterà sulle radici dell’Europa. Giudaico-cristiane, è pur vero, ma non solo. L’Europa moderna ha anche radici laiche e illuministe. E poi, quali che siano le radici, oggi i rami che crescono in Europa sono anche rami non religiosi e di varie altre religioni. Con quali criteri di pace e giustizia vogliamo convivere,
come europei?

Ecco la domanda che aprirà la tavola rotonda.
L’incertezza economica, il disorientamento causato dalle migrazioni, il crescere dei populismi sembrano aver interrotto la narrazione di una buona storia da raccontare sull’Europa. C’è un sequel o siamo al the end? Uno sguardo al presente e al futuro dell’Europa concluderà il seminario.

Per informazioni:
Segreteria organizzativa

Centro “C. M. Martini”
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