Il saluto dell'Arcivescovo nella prima serata dei Dialoghi al Teatro Piccolo Studio Melato sulle migrazioni con Cacciari, Magri e Sequeri

del cardinale Angelo SCOLA
Arcivescovo di Milano

scola

La prima serata dei «Dialoghi di vita buona. Milano metropoli d’Europa», al Piccolo Teatro Studio Melato di Milano, dedicata al tema delle migrazioni, è stata introdotta dai saluti del direttore del Piccolo Sergio Escobar e del cardinale Angelo Scola. Pubblichiamo l’intervento dell’Arcivescovo di Milano.

Più che inventarle o immaginarle, le cose più belle della vita – idee, iniziative, progetti… – ce le troviamo, in un certo senso, addosso. Potremmo dire che il bello, anzitutto, accade. Ma questo accadere è tutt’altro che un “caso”, fortuito e accidentale. Esso è il frutto prezioso dell’incontro tra uomini e donne dal cuore desto e la realtà, che si lasciano provocare da quanto succede nella loro ed altrui esistenza quotidiana.

I Dialoghi di vita buona sono nati così: dall’incontro tra uomini appassionati del proprio tempo, che sentono nella propria carne – proprio perché riconoscono che la vita sociale è dimensione costitutiva della persona – che Milano metropolitana ha necessità di approfondire una unità che renda possibile rispondere alla molteplicità dei bisogni/desideri dei suoi cittadini. Un’unità capace di raccordare i mille aspetti dello sviluppo di una metropoli dal carattere plurale, in cui soggetti di fedi e mondovisioni diverse si confrontano. Un’unità fatta di reciproca narrazione mossa dal desiderio di riconoscersi per trovare strade di vita buona a partire dal bene sociale di vivere insieme. Di queste cose abbiamo cominciato a parlare con il prof. Cacciari e si è vista l’opportunità di coinvolgere altri protagonisti della società civile. Si è costituito un comitato scientifico di una trentina di persone che si è incontrato per scegliere temi, modalità e forme dei Dialoghi.

Immediatamente è risultato a tutti evidente che il nostro è un tempo di passaggio. Il mondo in cui siamo nati e cresciuti è sostanzialmente tramontato e, nello stesso tempo, non riusciamo ancora a disegnare il futuro. «E adesso?»: questa potrebbe essere la domanda da cui insieme vogliamo partire per cercare piste di risposta.

Quella dei Dialoghi è un’iniziativa laica nella genesi, nelle forme di svolgimento, nel metodo di lavoro. Ci sarà la massima apertura, nessun ricorso al principio-autorità, ma il confronto avverrà in piena libertà solo sulla base delle ragioni che ciascuno saprà portare.

Intendo ringraziare personalmente tutti coloro che hanno voluto aderire e sostenere quest’iniziativa. (Altri qui a Milano e nei territori ambrosiani se vorranno potranno aggiungersi.) Senza il loro apporto, personale e istituzionale, non sarebbe possibile offrire a Milano e a tutto il territorio ambrosiano questo tentativo civico che, a mio avviso, può costituire un emblema, sia pure iniziale, di che cosa significhi edificare la vita buona. Grazie.