Il rettore della Bicocca ha introdotto la serata affrontando la relazione tra l’uomo e la medicina, specificando la differenza tra terapia e cura

Cristina Messa, rettore dell’Università di Milano Bicocca, ha introdotto la serata dei Dialoghi: «Oggi l’uomo teme di essere sostituito da una macchina e, così, si parla di medicina potenziativa, che ritarda l’invecchiamento nell’illusione di evitare la morte e consentendo all’individuo di rimanere produttivo». Il rischio è il venir meno del contatto tra il corpo del medico e quello del paziente: «Con le migliori intenzioni, il medico abbraccia le nuove tecnologie e si perde la percezione della relazione». Così si coglie la differenza tra terapia e cura: «Curare una persona significa prendersi una responsabilità nei suoi confronti. Occorre una riflessione attenta e accurata che potenzi la complicità del rapporto tra il medico e il paziente e questo non dipende certo dalle macchine, ma dall’uomo»