Silvano Petrosino, filosofo, Università Cattolica del Sacro Cuore. «Bisogna fare di tutto per non separare la vita dalla sessualità. Non dobbiamo ridurre la vita a un oggetto neutro nelle mani di soggetti che pensano di controllare. Non lasciare in mano il tema della vita agli interessi economici. Ci vuole una resistenza globale»

di Silvano PETROSINO
Filosofo, Università Cattolica del Sacro Cuore

1-134701

«L’argomento trattato durante il prossimo appuntamento dei Dialoghi di vita buona è molto importante in questo momento, perché si parlerà della vita. Su questo tema non c’è nessuno che può pretendere di avere un sapere chiaro e esauriente. Le scoperte scientifiche sono talmente tumultuose, gli interessi economici talmente ampi, che è quasi impossibile che ci sia qualcuno che possa pretendere di fare il punto su questo tema.

Il mio intervento servirà a collaborare a istruire la pratica sul tema. Per prima cosa va detto che di fronte a questo argomento c’è un forte tasso di non sapere. In seconda battuta, di fronte a questi temi bisogna accettare varie forma di razionalità e anche che il sapere venga interrogato dalla tradizione sapienziale: dai filosofi, dai poeti e dagli uomini religiosi. Sono convinto che ogni istituzione, che ha come oggetto la vita, che si occupa di manipolazione della vita, dovrebbe contenere al suo interno soggetti che provengono dalla tradizione sapienziale.

Un altro punto oggetto della mia analisi, sarà che bisogna fare di tutto per non separare il tema della vita da quello della sessualità. La vita non va ridotta a un oggetto neutro nelle mani di soggetti che pensano e credono di poter controllare tutta la scena. La sessualità ha moltissimo da dire, non soltanto rispetto alla vita umana o alla vita che si trasmette per via sessuale. La sessualità umana introduce parole e modi di pensiero che possono essere utili per affrontare il tema della vita in quanto tale.

Infine, non dobbiamo lasciare in mano il tema della vita agli interessi economici. Il business del futuro sarà la vita stessa, saranno gli organi, gli embrioni. A questo livello deve esserci una resistenza globale, per non far diventare la vita un business».