Sono pensati come l'avvio di un processo il cui obiettivo è da un lato far percepire il carattere epocale del momento attuale e dall'altro la forza della religione e di visioni etiche sostantive come energia per il cambiamento e la trasformazione

Di fronte alle sfide, alle fatiche ma anche alle opportunità di un momento storico com­plesso e travagliato come l’attuale, la Chiesa ambrosiana si vuole mettere in gioco, inseren­dosi in modo attivo, in pieno rispetto della natura plurale della nostra società, nel processo di rilancio e di ricostruzione dello spazio pubblico, giocando il proprio ruolo di attore che genera cultura e contribuisce a costruire la vita buona nella nostra società locale.

Chiamati quotidianamente in causa da una crisi da cui si fatica ad uscire, sentiamo il compito di favo­rire un’uscita che non avvenga al prezzo della perdita di dimensioni fondamentali del no­stro essere uomini.

I Dialoghi di vita buona sono pensati come l’avvio di un processo il cui obiettivo è da un lato far percepire il carattere epocale del momento attuale (si potrebbe dire quasi la sua co­lorazione “escatologica”: stiamo vivendo tempi ultimi, nei quali giungono a compimento processi culturali innescati nell’Ottocento, che portano ad un dominio pratico della tecnica e dell’immanenza, mettendo nell’ombra, se non oscurando del tutto la dimensione della tra­scendenza), e dall’altro la forza della religione e di visioni etiche sostantive come energia per il cambiamento e la trasformazione (la necessità della costruzione di una lettura del mondo e della storia che rimetta in moto la capacità dell’umanità di sentirsi solidale e re­sponsabile del mondo, chiamata a scoprire il disegno dentro il quale si trova collocata).

La cifra della fine di un paradigma e di un modello culturale non è da declinare in termi­ni apocalittici, ma da assumere come strumento ermeneutico: si sente il bisogno di luoghi e di parole che aiutino a comprendere il senso profondo della transizione in atto, per depotenziare il fatalismo e l’impotenza con cui si guarda ai grandi fenomeni che ci toccano da vicino, nel nostro quotidiano (dall’economia alle migrazioni, al clima, passando per la ricon­figurazione di tutta l’area mediorientale come conseguenza di un conflitto di identità inter­no al mondo islamico). A questa impotenza va imputato lo sfaldamento dei legami sociali e istituzionali in atto in Europa, oltre che la forte crisi di valori che sta sgretolando l’unità e l’identità dell’Unione europea.